SanKuKai Do
Karate e fisica: la meccanica dei pugni
| Indice Articolo |
|---|
| Karate e fisica: la meccanica dei pugni |
| Il centro del corpo |
| Tutte le pagine |
Karate e Fisica – la meccanica dei pugni
Se osserviamo un filmato di kumite e un incontro di pugilato noteremo delle differenze evidentissime.
La postura è completamente differente. Anche il karateka più sciolto manterrà una postura più bassa di un qualunque pugile. E il pugile più lento avrà un gioco di gambe che difficilmente vedremo in un kumite.
Potremmo dire che la differenza principale sta nella nell'uso che gli atleti fanno delle gambe. La posizione del karateka sarà sicuramente più codificata. Quella del pugile sicuramente più sciolta.
Viene spontaneo chiedersi allora se c'è un vero vantaggio nel mantenere una posizione di zenkutsu-dachi o conviene sposare una tecnica più vicina al pugile.
L'origine del pugno del pugile
Osserviamo il pugile mentre sferra un pugno.
La postura sarà molto alta, i piedi appena scostati, solitamente uno leggermente avanzato rispetto all'altro, ginocchia leggermente flesse, guardia alta, pugni posizionati tra petto e viso, gomiti leggermente scostati.
Potremmo dire che almeno sommariamente rammenta la posizione del karateka. Pur essendo molto lontana dal zenkutsu-dachi ne richiama i punti fondamentali. Potrebbe richiamare una posizione di moto-dachi fatta male (senza offesa per i pugili).
Quando il pugile sferra il colpo sposta in avanti pugno, ruota le spalle portando avanti la spalla dal lato del colpo. A seconda che sia un jab, un montante o un gancio il gomito e il polso seguiranno una traiettoria leggermente differente, ma la sintesi del colpo è che questo coinvolge le spalle, braccio e avambraccio, e si scarica nel pugno.
Potremmo individuare il centro della tecnica in un punto tra lo sterno e le scapole.
L'origine del pugno del karateka
Osserviamo ora il pugno del karateka.
La postura molto più bassa, la posizione più forzata verso il basso: nessun karateka combatte in piedi. La guardia più centrale copre una porzione di corpo più bassa. Il karateka è meno preoccupato di coprire la testa perché la posizione più bassa e il ginocchio anteriore più avanzato la rende più distante da raggiungere per l'avversario.
Quando il karateka sferra il pugno il movimento non parte dalle spalle, ma dal piede arretrato. La gamba spinge l'anca. L'anca ruota prima che il pugno si stacchi dal fianco. La rotazione delle anche forza le spalle a tornare in linea. Il pugno si muove dal fianco e percorre la traiettoria più diretta dal fianco fino al bersaglio.
La tecnica coinvolge tutto il corpo. Parte dal piede, imprime l'impulso alle anche, mettendo il leggera rotazione tutto il corpo. L'impulso si amplifica nel tronco dell'atleta per coinvolgere le spalle e scaricarsi nel pugno.
Il modo di portare la tecnica è sicuramente più complesso di quella del pugile, e coinvolge tutte le parti del corpo. Quindi anche il centro della tecnica di abbassa e lo si posiziona tra lo sterno e le anche.
Prec. - Succ. >>
| < Prec. | Succ. > |
|---|
| Dimostrazione di Karate S... |
| 2010-03-03 |
| Stage di difesa personale... |
| 2010-03-03 |
| Stage con Davide Benetell... |
| 2010-01-14 |
| circolare 05 2009 CASKK |
| 2009-12-07 |
| 3° Stage Regionale Budop... |
| 2009-12-04 |


