| Breve Biografia di Yoshinao Nanbu |
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| San Ku Kai - Storia | ||||||||||
| Scritto da Riccardo Varisco | ||||||||||
Pagina 1 di 7 Vi sono persone il cui futuro era già scritto fin dalla tenera età. A quattro anni, Mozart improvvisava gradevoli minuetti; Leopardi attendeva alla sua Storia dell’astronomia al volgere dei sedici anni; e sulla piana di Cheronea, a condurre la cavalleria macedone allo sbaraglio degli opliti ateniesi e tebani troviamo un Alessandro nemmeno diciottenne. Ed ecco che verso lo svolgere del termine della Seconda Guerra Mondiale troviamo sulle coste della regione del Kansai, a Kobe la culla del Maestro Yoshinao Nanbu. Era il 1943, il 13 febbraio, quando Yoshinao Nanbu emette il primo vagito in un ambiente famigliare tanto propenso alle arti marziali quanto fu la vita militare ad Alessandro Magno: già a soli cinque anni era possibile vedere Nanbu allenarsi a Judo sotto le direttive del padre, famosa cintura Nera 5° Dan nella città di Kobe, poiché insegnava il Judo alla polizia della città e all’intera regione del Kansai. Ma già due generazioni la famiglia contava una gloria come il Bisnonno Yoko Zunai, un rinomato Sumatori. Il piccolo Nanbu è sotto la guida dello zio che nella scuola comunale di Kendo cominciò ad apprendere per la prima volta le arti marziali. Mentre l’Europa combatteva la Seconda Guerra Mondiale, le arti marziali come Karate e Ju-Jitsu erano sostanzialmente sconosciute. Per cui quando la Seconda Guerra Mondiale cessò, le arti marziali furono proibite dalle truppe d’occupazione degli Stati Uniti d’America. Il Generale Mac Artur stesso proibì le discipline come Karate e Aikido. Questo divieto non scoraggiò però i Maestri che insegnarono in Dojo Cladestini, ed è così che tutt’oggi si svilupparono scuole e strutture atte a diffondere la cultura del Budo nel loro paese e poi nel mondo. Ed è in questo ambiente culturale che Nanbu iniziò il suo percorso e si formò. Però le sue ambizioni sportive non corrispondevano completamente ai progetti che suo padre aveva in mente per lui, avendo riconosciuto eccellenti qualità. Ma la fortuna volle che tutta la sensibilità ed l'abilità pedagogica di suo padre persuadessero il giovane, di natura molto discreta ma assai testardo, che solo il Budo poteva rispondere alle sue esigenze ed esaudire le sue ambizioni sportive. Negli anni cinquanta sotto il Maestro Someka, Direttore del club "amichevole" (Agli Americani), il piccolo Nanbu iniziò na rigorosa e rigida educazione marziale. Senza molte difficoltà, ma solo con molta costanza, ottenne grandi risultati. Tra l’altro apprese dai libri di suo padre molte altre arti marziali ed apprese anche tecniche di Kobudo (Amando particolarmente Tonfa, Nunchaku, Tanbo e Jitte).
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